Sono
trascorsi quattro anni dalla firma dell’accordo, con presentazione in pompa
magna, tra la Juventus e Sportfive Italia, filiale italiana del network del
Gruppo francese Lagardère. L’alleanza commerciale prevedeva in particolare a
fronte di un esborso nelle casse della società bianconera di 75 milioni di euro
di durata 15ennale l’esclusiva a Sportfive sulla gestione dei naming right del
nuovo stadio della Juventus. Ora, a quattro anni dall’accordo, a quasi uno
dall’entrata a regime del nuovo impianto, lo stadio della Juventus non ha
ancora un nome, un marchio, uno sponsor che abbia accettato di legare per
qualche milione di euro la propria immagine all’ex Delle Alpi. Lungimirante
alla luce degli eventi l’accordo sottoscritto dall’allora ad Jean Claude Blanc
con la società transalpina.
Sull’argomento
da mesi è calato il silenzio, meglio se ne parla meglio è, soprattutto per
Sfortfive visto che comunque il club di corso Galileo Ferraris i soldi li
incassa.
Il panorama
economico internazionale non ha aiutato i manager dell’azienda leader nel
marketing sportivo, e neppure i risultati della Juve, fuori dall’Europa.
Comprensibile quindi per evitare un flop economico, il tifo di Sportfive per la
squadra di Conte, chiamata a centrare a tutti i costi l’accesso alla Champions
League, per salvare i bilanci di casa Juve e dei suoi partner commerciali.
Alla
multinazionale della comunicazione sportiva almeno per il momento è andata
meglio all’estero, in Germania ad esempio(AOL Arena di Amburgo, HSH Nordbank
Arena, Dortmund SIGNAL IDUNA PARK e Francoforte Commerzbank Arena), in Francia,
a Parigi e Lione. Il piatto forte sono però i diritti tv con le leghe più
importanti del calcio europeo e l’accordo con il CIO per la commercializzazione
dei diritti media per le Olimpiadi 2014 e 2016.

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