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| Glik contro il Pescara (foto f:4) |
"Non sono un bidone e ve lo
dimostrerò. La più bella soddisfazione? Devo ancora togliermela, e con la
maglia del Toro”. Kamil Glik il giorno dopo l’impresa è stanco per il lungo
viaggio, ma felice. Merito del primo gol con la maglia della Polonia contro
l’Inghilterra, mica un avversario qualunque, un gol che vale doppio per chi di
mestiere fa il terzino e segna con il contagocce, dopo aver reso la vita
difficile ad un certo Rooney. Ieri pomeriggio alla Sisport, “Capoccione” soprannome
coniato dai compagni di squadra, ha ricevuto i complimenti di Ventura e le
manate di affetto sul testone da Bianchi e compagni prima di svolgere un
allenamento differenziato, per recuperare le energie. Dopo la notte di Varsavia
il difensore del Torino è atteso ad un’altra sfida personale, il ritorno da
avversario a Palermo, società che ne detiene ancora parte del cartellino ma con
la quale non ha mai giocato neppure un minuto. Spettatore a Palermo, comparsa a
Bari in serie A prima dell’arrivo a Torino, titolare a fianco di Ogbonna nella
nuova avventura, nella massima divisione. “La serie A me la sono guadagnata sul
campo insieme ai miei compagni la stagione scorsa, come la convocazione in
nazionale, merito del Torino se ho potuto lasciare il segno a Varsavia” confida
Kamil. Miglior giocatore del match, titoloni sui giornali inglesi tutti per
lui, ma ci vuole altro per far sciogliere “Camillo”, frettolosamente bollato da
qualcuno come scarso solo un anno fa per una gara storta, a Modena. Quest’anno
ha rischiato di finire nuovamente nel tritacarne per un rigore concesso alla Samp
nel finale di gara, il bis contro il Cagliari, incolpevole in questo caso.
Ventura lo ha protetto, come i compagni di squadra, e Glik dopo Genova ha
chiesto scusa ai tifosi su twitter per l’errore, troppo irruento, troppo stanco
per togliere la gamba. La maturità passa anche da questi episodi. Come la
crescita “forzata” e la delusione della Liga. A 18 anni Glik si ritrova per un
provino in Spagna e finisce sotto contratto, 3 anni, con il Real Madrid,
destinazione la squadra B. Qualche allenamento con i fenomeni, con la prima
squadra, da Raul a Schuster a Beckham, ma per Kamil è troppo poco. Chiede di
allenarsi con maggior frequenza con i “fenomeni”, permesso negato. Glik,
polacco tenace, che fino a 16 anni giocava in porta, fa di testa sua e se ne
torna a casa. Non che il Palermo abbia creduto in lui dopo averlo portato al
nostro calcio, in prestito a Bari. “Meglio così, gioco nel Toro, in serie A e
domenica posso prendermi la mia piccola rivincita, voglio dimostrare che hanno
sbagliato a cedermi subito: ci sono rimasto male”.

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