Sparlare male di un'auto, di casa Fiat in particolare, può costar caro. Fino a 5 milioni di euro se l'auto in questione è l'Alfa MiTo, oggetto di un servizio comparativo con un altro paio di "concorrenti", Mini Cooper e Citroen Ds, servizio trasmesso dalla Rai nel programma "Annozero" del dicembre 2010. Condannati al risarcimento di 5 milioni di lire Corrado Formigli, autore del servizio e la tv di Stato (più due milioni a carico della Rai per la pubblicazione a mezzo stampa della sentenza). Incredibile
ma vero. Sorge un dubbio, legato al diritto di critica e libertà di stampa. Il risultato
non potrà che essere quello di disincentivare ulteriormente ogni tipo di
critica a prodotti commerciali, in un settore informativo in cui già non
mancano servizi di sperticato elogio ad ogni nuova vettura. Alzi la mano chi ha udito stroncature di film o prodotti discografici per fare un esempio, o di telefonici inefficienti. "Il sindacato dei
giornalisti - cita una nota della Fnsi- considera come sempre con grande rispetto il lavoro della
magistratura, ma questa sentenza rischia di essere un altro grave bavaglio
all’informazione. La Fnsi si augura che il giudizio d’appello possa riconoscere
meglio le ragioni dell’attività giornalistica”.lunedì 27 febbraio 2012
Costa caro criticare la MiTo
Sparlare male di un'auto, di casa Fiat in particolare, può costar caro. Fino a 5 milioni di euro se l'auto in questione è l'Alfa MiTo, oggetto di un servizio comparativo con un altro paio di "concorrenti", Mini Cooper e Citroen Ds, servizio trasmesso dalla Rai nel programma "Annozero" del dicembre 2010. Condannati al risarcimento di 5 milioni di lire Corrado Formigli, autore del servizio e la tv di Stato (più due milioni a carico della Rai per la pubblicazione a mezzo stampa della sentenza). Incredibile
ma vero. Sorge un dubbio, legato al diritto di critica e libertà di stampa. Il risultato
non potrà che essere quello di disincentivare ulteriormente ogni tipo di
critica a prodotti commerciali, in un settore informativo in cui già non
mancano servizi di sperticato elogio ad ogni nuova vettura. Alzi la mano chi ha udito stroncature di film o prodotti discografici per fare un esempio, o di telefonici inefficienti. "Il sindacato dei
giornalisti - cita una nota della Fnsi- considera come sempre con grande rispetto il lavoro della
magistratura, ma questa sentenza rischia di essere un altro grave bavaglio
all’informazione. La Fnsi si augura che il giudizio d’appello possa riconoscere
meglio le ragioni dell’attività giornalistica”.
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